I Marketplace per la promozione delle imprese dopo la pandemia sanitaria

14Gen, 2021
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Il dibattito economico e commerciale degli ultimi mesi è legato alla diffusione dei Marketplace. La diffusione, l’implementazione e l’utilizzo delle piattaforme digitali che permettono di avviare e-commerce e B2B in modalità digitale rappresentano il vitale ossigeno per le imprese della nostra realtà nazionale e meridionale. Attualmente, l’imprenditore ha il dovere di capire e comprendere che il futuro del commercio è cambiato, continuerà a variare e le strategie di business devono legarsi all’implementazione degli strumenti digitali e della realtà virtuale. Tematiche note da tempo anche al mondo delle istituzioni economiche. L’Agenzia ICE, l’istituzione per il commercio estero, da anni sostiene il percorso di digitalizzazione delle imprese italiane attraverso i canali di e-commerce e di export digitale. Dal 2015, l’Agenzia ICE pone le basi per l’avvio di una innovativa strategia multicanale per la promozione delle imprese italiane sui mercati esteri anche attraverso i Marketplace. Avviare investimenti in marketing digitale ed attività O2O (offline to online) mirate ad aumentare traffico e vendite per le imprese coinvolte nei progetti digitali è un elemento da valutare con la dovuta attenzione. Qualsiasi impresa può vendere all’estero tramite Amazon e altri Marketplace di fama nazionale, internazionale ma anche locale o legate ad un brand molto selettivo, di qualità, specifico, per un preciso pubblico di consumatori. Per avviare tale percorso risulta necessario analizzare la maturità digitale dei territori, oltre alla quota di mercato delle vendite online e, al suo interno, quella dei Marketplace. Un altro aspetto da non perdere di vista è quello della concorrenza e delle abitudini di consumo specifiche di ciascuna regione o paese. Le analisi di mercato possono farle gli esperti di digitale ed export e ogni contesto geografico ha delle peculiarità geografiche, digitali e geopolitiche specifiche. Internazionalizzare digitalmente un business in Cina richiederà la presenza su Tmall, mentre per vendere in Giappone  ci si deve affidare a Rakuten. Nel mercato europeo e americano, l’opzione più redditizia resta invece Amazon ma nel Mediterraneo alcune società di consulenza possono essere vincenti per sviluppare sinergie con i Balcani, Malta e il Nord Africa. Inoltre, per garantire il buon esito digitale dell’internazionalizzazione dell’attività, partire con competenze, consulenti ad hoc ed analisti non basta: nel quotidiano, ci si deve occupare della gestione dei feed e del rispetto delle best practice del marketing digitale, aumentando così la visibilità e, di conseguenza, la vendita dei prodotti.

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